Giovanni Malagò è il nuovo presidente della FIGC e inaugura ufficialmente una fase di profondo rinnovamento per il calcio italiano.
L’ex presidente del CONI è stato eletto con un ampio consenso dall’Assemblea federale, ricevendo oltre il 68% delle preferenze e superando nettamente Giancarlo Abete. Il suo mandato nasce con l’obiettivo di rilanciare un movimento reduce da anni complicati e dalla delusione per la mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale 2026.
Tra le priorità del nuovo presidente figura la costruzione di una struttura tecnica più moderna ed efficiente. L’idea è quella di inserire una figura di alto profilo che possa rappresentare il collegamento tra la dirigenza federale e il commissario tecnico della Nazionale, contribuendo anche alla pianificazione del lavoro delle selezioni giovanili e di Club Italia. Per questo motivo stanno prendendo quota i nomi di Paolo Maldini e Frederic Massara, entrambi ritenuti profili ideali per ricoprire un incarico di direttore tecnico federale grazie all’esperienza maturata ai massimi livelli del calcio italiano e internazionale.
Il nuovo progetto non si limita però alla scelta delle figure dirigenziali. Malagò ha annunciato la volontà di intervenire sull’organizzazione della Federazione, favorendo una maggiore collaborazione tra le varie componenti del sistema calcistico e accelerando il processo decisionale. L’obiettivo è rendere la FIGC più dinamica, migliorare la programmazione sportiva e riportare la Nazionale ai vertici del calcio europeo e mondiale attraverso investimenti nei vivai, nello sviluppo dei giovani e nella valorizzazione delle competenze tecniche.
Un altro dossier prioritario riguarda la scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale. La nomina arriverà solo dopo aver definito l’assetto dell’area tecnica, così da condividere il progetto con la futura guida degli Azzurri. L’intenzione è quella di individuare un allenatore capace di avviare un ciclo competitivo in vista degli Europei del 2028 e del Mondiale 2030, evitando decisioni affrettate e privilegiando una programmazione di lungo periodo.
Il nuovo presidente ha inoltre indicato tre linee guida per il suo mandato: ricompattare l’intero movimento calcistico, rilanciare il progetto tecnico della Federazione e ricostruire un dialogo istituzionale con il mondo politico, ritenuto fondamentale per affrontare temi come gli impianti sportivi, la sostenibilità economica e le riforme strutturali del calcio italiano. Con queste basi prende il via una nuova era per la FIGC, chiamata a restituire competitività e credibilità al calcio azzurro.