Aurelio De Laurentiis ha tracciato una linea chiara sul futuro del Napoli e del calcio italiano in una lunga intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, rilasciata mentre si trovava negli Stati Uniti per seguire alcune gare internazionali.
Il presidente azzurro ha ribadito la forza della sua squadra e gli obiettivi per la prossima stagione, senza rinunciare a una riflessione più ampia sul sistema calcio.
Sul momento attuale del club, il patron è stato netto: “La rosa è da Scudetto, chiedo umiltà ed entusiasmo al prossimo allenatore. Napoli è una società sana e forte, con una rosa alla quale non manca nulla e che se non avesse subito decine di infortuni avrebbe sicuramente lottato per lo Scudetto fino alla fine”. Parole che confermano la fiducia nella struttura tecnica e nella competitività della squadra.
De Laurentiis ha poi allargato il discorso al calcio internazionale, sottolineando le differenze tra Europa e Stati Uniti: “La distanza è rappresentata dall’obbligo di pagare una franchigia molto alta per entrare a far parte anche della Mls e di avere alcuni requisiti importanti per partecipare. Oltre al fatto che non ci sono retrocessioni”. E ancora: “Penso che il calcio europeo non riesca a coprire i propri costi e che stia collassando per i bilanci in crisi”.
Ampio spazio anche alle riforme necessarie in Italia: “Un aiuto economico dello stato, senza se e senza ma… e poi sburocratizzare, sburocratizzare, sburocratizzare”. Il presidente ha insistito sulla necessità di velocizzare la costruzione degli impianti e modernizzare il sistema.
Sul futuro della Serie A e dei club europei, ha aggiunto: “Dovremmo puntare a fantastici campionati nazionali con un numero minore di squadre… sempre trovando modalità che tutelino la salute dei calciatori”.
Capitolo allenatore: De Laurentiis non si sbilancia su nomi, ma traccia l’identikit ideale: “Al prossimo allenatore chiedo di avere una grande personalità, umiltà ed entusiasmo”. E sul rapporto con Antonio Conte ha chiarito: “Con Antonio c’è un rapporto di famiglia che resterà intatto nel tempo”.
Infine, una visione più ampia sul futuro del club: “I prossimi anni li dovrò dedicare a risolvere due problemi importanti: stadio di proprietà e centro sportivo”. E una chiusura simbolica: “Quando penso al Napoli, penso però al colore più bello, quel colore azzurro che congiunge all’orizzonte mare e cielo facendoli diventare una inimitabile immensità”.