La corsa alla presidenza della FIGC entra nella sua fase conclusiva con una settimana particolarmente intensa che potrebbe definire gli equilibri del calcio italiano per i prossimi anni.
Al centro dell’attenzione c’è soprattutto la candidatura di Giovanni Malagò, ex presidente del CONI, considerato da molti il favorito nella sfida per la successione a Gabriele Gravina. Tuttavia, accanto al consenso raccolto negli ultimi mesi, continuano a emergere dubbi legati alla sua effettiva eleggibilità.
Malagò ha ottenuto un sostegno significativo da diverse componenti del movimento calcistico. In particolare, la Serie A ha manifestato un ampio appoggio nei suoi confronti, individuandolo come il profilo più adatto per guidare la Federazione in una fase ritenuta delicata per il futuro del calcio nazionale. Anche altre realtà del sistema sportivo hanno mostrato apertura verso la sua candidatura, contribuendo a rafforzarne la posizione in vista dell’assemblea elettiva.
Parallelamente, però, continua a tenere banco la questione relativa al cosiddetto “pantouflage”, una normativa che disciplina il passaggio da incarichi pubblici a ruoli in enti o organismi collegati. Alcuni osservatori sostengono che il recente mandato di Malagò alla guida del CONI possa rappresentare un ostacolo alla sua candidatura per la FIGC. La vicenda è diventata oggetto di approfondimenti giuridici e persino di iniziative parlamentari, segno di quanto il tema sia considerato rilevante nel dibattito istituzionale.
Lo stesso Malagò ha più volte respinto le perplessità, dichiarandosi sereno dopo aver effettuato verifiche approfondite sulla propria posizione. A sostegno della sua tesi vengono richiamati precedenti analoghi e interpretazioni normative che escluderebbero incompatibilità tali da impedirgli la corsa alla presidenza federale. Inoltre, alcuni organismi competenti hanno evidenziato come eventuali valutazioni definitive possano essere affrontate solo nell’ambito di specifici ricorsi o procedure formali.
Con l’avvicinarsi del voto, il confronto con l’altro candidato, Giancarlo Abete, resta aperto. Tuttavia, gli equilibri emersi finora sembrano premiare Malagò, che può contare su una rete di consensi ampia e trasversale. Le prossime giornate saranno dunque decisive non soltanto per la definizione delle alleanze, ma anche per chiarire definitivamente gli aspetti normativi che continuano ad accompagnare la sua candidatura. In un momento storico caratterizzato da profonde trasformazioni, la FIGC si prepara così a scegliere la propria guida con l’obiettivo di rilanciare competitività, sostenibilità e sviluppo dell’intero movimento calcistico italiano.