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Malagò si candida alla guida della FIGC: “Servono sei anni per ricostruire il calcio italiano”

Malagò si candida alla guida della FIGC: “Servono sei anni per ricostruire il calcio italiano”

Giovanni Malagò rompe il silenzio e affronta i principali temi legati alla sua candidatura alla presidenza della FIGC.

L’ex numero uno del CONI, intervistato dal Corriere della Sera, ha spiegato le ragioni che lo hanno convinto a scendere in campo per il calcio italiano, sottolineando come la spinta sia arrivata direttamente dalle società professionistiche.

“Dopo le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina sono venute a parlarmi 5 società di serie A, avevo detto loro che non ero disponibile. Nel giro di poco i club sono diventati 18-19, un record in un ambiente spesso diviso”, ha raccontato Malagò. Da quel momento, con il sostegno ricevuto anche da Lega B, allenatori e calciatori, la decisione è maturata fino alla candidatura ufficiale: “Se lo sport ti chiama, in modo affettuoso, per spirito di servizio mi metto a disposizione, come ho sempre fatto”.

Le polemiche sull’eleggibilità

Malagò ha affrontato anche le discussioni sorte attorno alla sua candidatura e alle questioni legate all’eleggibilità, respingendo ogni preoccupazione. “Preoccupato? Assolutamente tranquillo, ho chiesto un parere in materia, il Collegio di Garanzia si è pronunciato in maniera chiara e non ho altro da aggiungere”, ha dichiarato.

Nel suo intervento non è mancato un riferimento al ministro dello Sport Andrea Abodi, con cui in passato ci sono stati momenti di divergenza. Tuttavia, Malagò ha evitato toni polemici: “Mi auguro di no, ma sono sicuro che non sia questo il motivo”, ha detto a proposito di una presunta contrapposizione personale.

Un progetto di lungo periodo

Guardando al futuro del calcio italiano, il candidato alla presidenza federale ha indicato una prospettiva chiara. “C’è un ambiente da ricostruire con energia, idee e nuovi innesti: è evidente che qualcosa si deve cambiare”, ha spiegato, evidenziando la necessità di un percorso strutturato e non di interventi immediati e superficiali.

Malagò immagina un ciclo di sei anni per riportare il movimento ai livelli che gli competono. “Io guardo a un orizzonte di 6 anni. La qualificazione al prossimo Mondiale e gli Europei 2032: un mandato di due anni più quattro e poi stop, mi tirerei indietro”, ha affermato.

Tra gli obiettivi prioritari figurano i risultati delle Nazionali giovanili, il rilancio dell’Under 21, la Nations League e il consolidamento della crescita del movimento femminile.

Il tema del nuovo commissario tecnico

Uno degli argomenti più attesi riguarda inevitabilmente la scelta del prossimo commissario tecnico dell’Italia. Malagò ha escluso qualsiasi contatto con i nomi più chiacchierati del momento. “Mai parlato con Mancini, Conte o Guardiola? Con nessuno di loro, non sarebbe serio”, ha precisato, ricordando come le decisioni verranno prese soltanto dopo le elezioni.

Alla domanda sul profilo ideale del futuro ct, la risposta è stata netta: “Il mio ct ideale? Disponibilità totale: il mio impegno attuale è un atto d’amore per il calcio, così dovrà essere anche per il futuro ct. Allenare la Nazionale è un dovere, vuol dire passione”.

Secondo Malagò, chi guiderà l’Italia dovrà mettere il bene della Nazionale davanti a tutto: “Il nuovo allenatore dovrà buttare il cuore oltre l’ostacolo”.

La promessa ai tifosi azzurri

Infine, l’ex presidente del CONI ha lanciato un messaggio di fiducia ai sostenitori della Nazionale. “Se sarò eletto andremo ai Mondiali 2030? Garantisco: ci saremo”, ha assicurato.

Per raggiungere questo obiettivo, però, servirà un lavoro profondo sul sistema. Malagò ritiene fondamentale investire nei settori giovanili e creare una collaborazione concreta tra tutti gli attori del movimento. “Bisogna accelerare il sostegno ai vivai, fare un patto fra tutti i soggetti per valorizzare gli italiani”, ha concluso, indicando nella crescita dei talenti nazionali la chiave per rilanciare il calcio italiano e riportare l’Italia stabilmente tra le grandi protagoniste del panorama internazionale.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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