I Friedkin valutano la cessione dell’Everton per rispettare i regolamenti UEFA sulle multiproprietà. La Roma resta la priorità assoluta della proprietà.

I paletti della UEFA e le norme sulle multiproprietà
Il futuro delle strutture societarie gestite dal Gruppo Friedkin è finito al centro di una riflessione strategica a causa dei rigidi regolamenti imposti dalla UEFA in materia di multiproprietà. Sia la Roma sia l’Everton stanno attraversando un percorso sportivo positivo dalla scorsa stagione, ma le norme vigenti vietano categoricamente la partecipazione alla medesima competizione continentale a due club riconducibili al medesimo asset proprietario.
Qualora entrambe le squadre dovessero qualificarsi per lo stesso torneo europeo nelle prossime edizioni, la normativa stabilisce che la formazione meglio classificata nel rispettivo campionato mantenga il diritto di partecipazione, mentre la seconda verrebbe retrocessa d’ufficio in UEFA Conference League. Una prospettiva che la proprietà intende scongiurare per tutelare la crescita economica e d’immagine dei propri club.
Niente prestanome, la Roma resta la priorità della proprietà
Per superare l’ostacolo burocratico era stata inizialmente valutata la possibilità di individuare una figura fiduciaria o un prestanome a cui affidare le quote di uno dei due club, così da separare formalmente le governance agli occhi della federazione europea. Tuttavia, le indiscrezioni provenienti dall’Inghilterra indicano come questa soluzione non sia risultata praticabile nei termini richiesti dagli organi di controllo.
Di fronte all’impossibilità di percorrere soluzioni intermedie, la famiglia Friedkin appare orientata verso la decisione più drastica, mettere sul mercato l’Everton. Nel piano strategico e nelle preferenze a lungo termine della proprietà americana, infatti, la Roma continua a rivestire il ruolo di pilastro centrale, con la ferma volontà di proseguire la crescita della società capitolina nel panorama calcistico internazionale.