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Platini tra Juventus, Mondiali e Maradona: “Fino a quando sarò in vita io nessuno la tocchi”

Platini tra Juventus, Mondiali e Maradona: “Fino a quando sarò in vita io nessuno la tocchi”

Michel Platini è tornato a parlare di calcio e di Juventus in occasione della ventunesima edizione della Fondazione Vialli e Mauro Golf Cup.

L’ex Pallone d’Oro bianconero ha toccato diversi temi, dai ricordi legati alla sua esperienza in Italia fino alle riflessioni sul calcio contemporaneo e sui grandi protagonisti del passato.

Sul rapporto con la Juventus, Platini ha ribadito un legame indissolubile con il club e la sua storia, legandolo alla famiglia Agnelli. “Fino a quando sarò in vita io nessuno la tocchi… il club è la famiglia Agnelli – riporta Gazzetta.it – Un mio ritorno? Sono stato chiaro già qualche tempo fa, non ci penso, non ci aspiro, a settant’anni ho ancora dei progetti per far crescere il mio mondo, ma basta ruoli istituzionali e qualcosa di simile in una società. Penso all’affetto dei tifosi sempre vivo, al gruppo che eravamo, all’Avvocato e penso che se avessimo battuto la Fiorentina ora staremmo qui a parlare di una stagione tutto sommato positiva. Il calcio è fatto di cicli, presto comincerà una nuova storia bianconera…”.

Parlando di dinamiche di campo e crescita dei giocatori, Platini ha anche offerto una riflessione sull’adattamento dei nuovi talenti: “Se darei più tempo ad uno come David? Posso dire che per chi fa quello che facevo io, il centrocampista, l’inserimento può essere meno complicato: in mezzo si toccano mille palloni, in attacco dipende dalla squadra. Il mio di inserimento? Quel gruppo era affezionato a Liam Brady, ma, allo stesso tempo, non mi hanno mai fatto pesare che arrivassi al suo posto… Se tornerò alla Juve? No. Tornerà nel calcio? Sì, ma in modo diverso”.

Ampio spazio anche al Mondiale allargato a 48 squadre, una novità che secondo lui può avere aspetti positivi: “Giusto allargarlo, giusto dare una possibilità a realtà nuove: non so se le 48 squadre siano poche o troppe, so che andava fatto qualcosa a favore di nazioni come quelle africane e, poi, trovo molto suggestivo il momento degli inni con le squadre schierate in quella maniera… Chi vincerà? Sulla carta la mia Francia è la più forte, ma un euro lo punterei sul Portogallo...”.

Infine, inevitabile il confronto con Diego Armando Maradona, con cui Platini ha condiviso anni di rivalità e rispetto reciproco. “Maradona era più personaggio di me e, poi, lui faceva due sport, calcio e pallacanestro (sorride, ndr). Se volete una risposta sul perché Diego era messo su un altro pianeta rispetto a me posso dirvi che lui è sempre stato percepito come un Che Guevara: ha avuto una vita particolare, ma, nonostante tutto, è stato un bravissimo ragazzo. Parliamo di un fenomeno…”.

Un’intervista che intreccia nostalgia, analisi e memoria, restituendo il ritratto di uno dei protagonisti assoluti della storia del calcio europeo.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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