Totti festeggia 50 anni e parla a cuore aperto al Corriere dello Sport. Il giudizio sulla maglia numero 10 a Dybala, il Milan e l’addio da dirigente.

Il valore sacro della maglia numero 10 e il parere su Dybala
Raggiunto il traguardo dei cinquant’anni, lo storico capitano della Roma Francesco Totti ha tracciato un bilancio denso di nostalgia e passione per i colori giallorossi. Durante la lunga conversazione concessa al direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni, l’ex numero dieci ha affrontato uno dei temi più dibattuti dalla tifoseria capitolina, ovvero la possibilità di assegnare la sua iconica maglia a Paulo Dybala.
Totti ha mantenuto una posizione di grande fermezza, spiegando come quel numero debba rappresentare il coronamento di un percorso duraturo e profondo con la maglia della Roma. Secondo il campione del mondo, una maglia dal valore così simbolico non può essere concessa soltanto a fronte di un breve ciclo di prestazioni convincenti, ma richiede una garanzia di permanenza a lungo termine nel progetto della società.
Il divorzio da dirigente e il fascino per il Milan
L’intervista è stata anche l’occasione per chiarire i motivi che hanno impedito un suo ritorno operativo all’interno dei quadri dirigenziali del club. Totti ha ribadito di aver rinunciato a tre anni di contratto pur di non ricoprire un ruolo meramente formale, sottolineando come la decisione sia maturata per l’impossibilità di incidere sulle decisioni strategiche della società.
Non sono mancate infine rivelazioni suggestive relative al proprio passato da calciatore e alle alternative valutate in caso di separazione dalla Roma. Il capitano ha confessato la propria giovanile attrazione per il Milan, indicando nei rossoneri l’unica squadra italiana nella quale si sarebbe potuto trasferire qualora la storia d’amore con la squadra della sua vita si fosse interrotta prematuramente.