Trema il Manchester City. Riconosciuto colpevole di 114 violazioni finanziarie, rischia una maxi penalizzazione e la retrocessione in Championship.

Un vero e proprio tsunami giudiziario ed economico rischia di abbattersi sul calcio britannico e internazionale nell’ottobre 2026. Nonostante una partenza da favola in Premier League che vede la squadra volare in testa alla classifica a punteggio pieno, il futuro del Manchester City rischia una maxi penalizzazione. Riconosciuto colpevole di ben 114 violazioni del regolamento finanziario al termine di un’inchiesta durata anni, il club mancuniano si trova sull’orlo di una delle sanzioni più severe e punitive mai comminate nella storia dello sport.
Manchester City, rischio maxi penalizzazione e retrocessione
A scoperchiare i dettagli dell’imminente verdetto è l’autorevole quotidiano britannico Daily Mail. Stando alle indiscrezioni raccolte oltremanica, la sentenza definitiva, sebbene non ancora ufficialmente pubblicata, prevederebbe un travolgente sottratto di punti in classifica tale da rendere aritmeticamente inevitabile la retrocessione immediata in Championship al termine dell’attuale stagione sportiva. A completare il quadro sanzionatorio figurerebbe anche una sanzione pecuniaria definita astronomica. Dovrebbe invece essere scongiurato lo scenario più estremo ventilato da alcuni organi di stampa, ovvero l’espulsione diretta del club dalla Football League con conseguente declassamento fino in League Two.
Handicap in Championship, ricorsi e possibili scenari di vendita della società
La punizione rischia di proiettare i suoi effetti negativi anche nel medio-lungo periodo. Secondo le medesime fonti inglesi, i Citizens potrebbero dover scontare un’ulteriore penalizzazione di punti anche ai nastri di partenza del prossimo campionato di Championship, complicando in maniera sensibile il piano per un immediato ritorno in massima serie. Mentre la dirigenza dei campioni d’Europa ha già affilato le armi legali preparando i relativi ricorsi, il resto delle società di Premier League spinge per una chiusura rapidissima del caso per evitare strascichi. Nel frattempo, la proprietà guidata da Khaldoon Al Mubarak e dallo sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan riflette sul da farsi. In caso di conferma della stangata, l’Abu Dhabi United Group potrebbe persino valutare la cessione delle proprie quote nel City Football Group.