Atta analizza il cambio in panchina alla Fiorentina. Dal fallimento con Grosso, l’intensità di Vanoli e il ruolo di Paratici nel suo approdo a Firenze.

Fiorentina, retroscena di mercato con Paratici e la scelta viola
Sbarcato a Firenze nell’ambito della campagna di rinnovamento promossa dalla società, Arthur Atta si sta ritagliando uno spazio di primo piano all’interno della mediana viola. Il centrocampista ha rivelato al Corriere Fiorentino come la trattativa per il suo trasferimento sia stata fortemente indirizzata dal confronto diretto avuto con Fabio Paratici, capace di illustrargli le ambizioni a lungo termine del progetto sportivo della Fiorentina.
Il francese ha spiegato che la decisione di sposare la causa viola è maturata immediatamente dopo quel colloquio, spinto dalla prospettiva di far parte di un club di grande tradizione determinato a ritrovare stabilmente i vertici del calcio italiano. L’ex giocatore dell’Udinese ha ricordato con gratitudine anche gli insegnamenti ricevuti da Kosta Runjaic durante la sua esperienza in Friuli, fondamentale per accrescerne la consapevolezza nei propri mezzi tecnici.
Il periodo con Grosso e l’impronta di Vanoli
Analizzando la difficile parentesi vissuta sotto la gestione di Fabio Grosso, il mediano ha espresso rammarico per i passaggi a vuoto registrati nelle sfide contro Frosinone e Roma all’Olimpico, sottolineando come in determinate partite siano venute a mancare le giuste contromisure piuttosto che il carattere.
Con l’avvento di Paolo Vanoli sulla panchina gigliata, il clima e i ritmi all’interno dello spogliatoio hanno subito una radicale accelerazione. Atta ha evidenziato la grande mole di lavoro atletico richiesta dal nuovo allenatore per risalire la classifica, mostrandosi entusiasta di potersi disimpegnare sia da mezzala che sulla trequarti al fianco di compagni di reparto come Nicolò Fagioli e Oulai.