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Spalletti dopo l’eliminazione dell’Italia: “Non è colpa mia”

Spalletti dopo l’eliminazione dell’Italia: “Non è colpa mia”

Alla vigilia della sfida di campionato tra Juventus e Genoa, l’allenatore bianconero Luciano Spalletti ha affrontato anche il tema dell’eliminazione della Nazionale italiana dalla corsa ai prossimi Mondiali. L’Italia è stata infatti estromessa dopo la sconfitta ai rigori contro la Bosnia nella finale dei playoff, chiudendo così in modo amaro il percorso iniziato nel girone di qualificazione.

Spalletti, che aveva guidato gli Azzurri nelle prime due partite della fase a gironi — la sconfitta contro la Nazionale di calcio della Norvegia e la vittoria contro la Nazionale di calcio della Moldavia — ha invitato tutto l’ambiente a fermarsi per analizzare la situazione con lucidità.

La riflessione sul calcio italiano

Il tecnico ha espresso rammarico per quanto accaduto, ma ha sottolineato la necessità di affrontare il momento con lucidità e spirito costruttivo:

“C’è il dispiacere per quanto successo. In questo momento è bene ragionare a mente fredda e programmare. Io conosco tutti e so quanto amore e quanta passione hanno messo. Io sono dispiaciuto per quello che è successo, però mi fa piacere aggiungere che in un momento come questo è bene fare delle riflessioni corrette in un momento in cui tutti danno consigli di ogni genere. Ora bisogna programmare in maniera corretta e giusta magari domani penseremo di fare risultati per la nostra squadra e lasceremo la Nazionale da parte. Dovremmo chiederci se ci interessa davvero valorizzare i talenti. Ormai in Italia ci sono molte proprietà straniere e ci fa piacere, però bisognerebbe chiedere se hanno a cuore di valorizzare i talenti italiani. È corretto andare a vedere di prendere il meglio da altre nazioni. Bisognerà decidere bene e fare una programmazione corretta. Io penso sempre che ci siano ancora tante mamme come quella di Baggio, Totti, Del Piero e Cannavaro e bisognerà saper usare il talento che porteranno altre mamme”.

Il confronto con i giocatori rientrati dalla Nazionale

Spalletti ha parlato anche dello stato d’animo di alcuni suoi giocatori tornati dal ritiro azzurro con grande amarezza, come Federico Gatti, Andrea Cambiaso e Manuel Locatelli.

A loro il tecnico ha voluto trasmettere un messaggio chiaro sul valore delle difficoltà nello sport:

“Chi non sente dolore e non soffre non cresce nemmeno – riporta Tuttosport -. A me qualche volta piace sentire la sofferenza, non vado a eliminarla. In questo caso ho detto loro che questa cosa qui deve rimanere fuori. C’è stato un momento in cui abbiamo fatto il punto della situazione e ho partecipato anche io a quel dispiacere lì. Non avrei avuto meriti se ci fossimo qualificati e non ho responsabilità ora che non li hanno raggiunti. Però l’ho vissuta, l’enorme malessere per quanto riguarda la Nazionale son cose che si assorbono per forza. Poi è chiaro che ora bisogna andare avanti. Ora bisogna andare avanti perché i risultati sono stati questi, e ora bisogna lasciare da parte quanto successo perché sono alla Juventus. L’ho detto sia a loro che agli altri che non si sono qualificati, così come ho fatto i complimenti a chi si è qualificato. È come reagiranno a questa difficoltà che fa la differenza. Vorrei concludere facendo gli auguri e i complimenti a Silvio Baldini che sta facendo molto bene con l’U21, ci da spiragli di luce per il futuro”.

Guardare avanti

Nonostante la delusione per il risultato sportivo, il tecnico bianconero ha ribadito l’importanza di ripartire con una programmazione chiara per il futuro del calcio italiano, puntando sullo sviluppo dei giovani e sulla capacità di reagire alle difficoltà.

Secondo Spalletti, proprio la risposta alle sconfitte e la valorizzazione dei nuovi talenti potranno rappresentare la chiave per riportare la Nazionale a competere ai massimi livelli nelle prossime competizioni internazionali.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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