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Il dossier Baggio: il piano da 900 pagine per rifondare il calcio italiano

Il dossier Baggio: il piano da 900 pagine per rifondare il calcio italiano

Ogni volta che il calcio italiano attraversa un momento difficile, torna alla ribalta il nome di Roberto Baggio e il famoso dossier di circa 900 pagine che l’ex fuoriclasse preparò per la FIGC con l’obiettivo di riformare in profondità l’intero sistema calcistico nazionale.

Il progetto nacque dopo la deludente eliminazione dell’Italia ai Mondiali del 2010, quando gli Azzurri uscirono già nella fase a gironi dopo la sconfitta contro la Slovacchia. Poco più di un mese dopo, su iniziativa dell’allora presidente federale Giancarlo Abete e con il sostegno di Renzo Ulivieri, Baggio venne nominato presidente del Settore Tecnico federale con il compito di studiare un piano di rinnovamento.

Da quell’incarico prese forma un lavoro complesso, sviluppato nell’arco di oltre un anno con la collaborazione di più di cinquanta esperti tra tecnici, preparatori e analisti. Il risultato fu un progetto chiamato “Rinnovare il futuro”, ispirato ai modelli organizzativi di Paesi come Francia, Germania, Inghilterra e Spagna, che puntava a intervenire su vivai, formazione degli allenatori, scouting, infrastrutture e utilizzo dei dati.

Tecnica e creatività al centro della formazione nel dossier Baggio

Uno dei punti principali del dossier riguardava il modo in cui vengono educati i giovani calciatori. Baggio riteneva che nei settori giovanili italiani si fosse dato troppo spazio alla tattica e alla preparazione fisica, anche nelle categorie più giovani. La proposta era quindi quella di restituire centralità alla tecnica individuale e al rapporto con il pallone.

Il piano suggeriva esercitazioni mirate su controllo, dribbling, passaggio, tiro e visione di gioco, con l’obiettivo di formare giocatori capaci di interpretare il calcio con creatività e intelligenza. Tra le idee presenti nel dossier figuravano anche sistemi di valutazione che combinassero parametri tecnici e atletici, superando i tradizionali test basati quasi esclusivamente sulla componente fisica.

Allenatori, educazione e valori

Il progetto non si limitava alla parte tecnica. Un altro pilastro del dossier riguardava la formazione degli allenatori e l’aspetto educativo del calcio giovanile. Baggio proponeva criteri più severi per l’accesso ai corsi della scuola allenatori di Centro Tecnico Federale di Coverciano, percorsi formativi più lunghi e una selezione maggiormente meritocratica.

Nel piano veniva sottolineata anche l’importanza dei valori: responsabilità, comportamento e crescita personale dovevano diventare elementi centrali nel percorso dei giovani atleti.

Nonostante la portata del progetto, il dossier non entrò mai davvero nel processo decisionale federale. Lo stesso Baggio raccontò che il lavoro rimase a lungo senza seguito, lasciando così incompiuta una delle più ambiziose proposte di riforma del calcio italiano.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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