La stagione del Milan si sta chiudendo in un clima tutt’altro che sereno. Se da un lato Milano festeggia il trionfo dell’Inter, dall’altro i rossoneri devono fare i conti con una sconfitta pesante contro il Sassuolo, un 0-2 deciso dalle reti di Berardi e Laurienté che complica la corsa alla prossima Champions League. A parlare dell’attacco rossonero ci ha pensato Ciccio Graziani.
Il momento negativo della squadra guidata da Allegri è certificato anche dai numeri: cinque sconfitte nelle ultime dieci gare e una produzione offensiva insufficiente. Con appena 48 gol realizzati, il Milan presenta infatti il peggior attacco tra le prime sei squadre del campionato, condividendo questo dato con la Roma, che però ha disputato una partita in meno.
A soffermarsi proprio sulle difficoltà offensive è stato Ciccio Graziani, intervenuto negli studi Rai durante “La Domenica Sportiva”. L’ex attaccante non ha usato mezzi termini nel giudicare il reparto avanzato rossonero: “Il Milan davanti ha giocatori scarsi – sentenzia l’ex attaccante – Nkunku è stato pagato 40 milioni, Gimenez è un anno e mezzo che è in Italia e non sappiamo che giocatore sia; hanno preso Fullkrug che ha fallito, Pulisic sta andando malissimo e non si capisce come mai, Leao è stato provato centravanti e non ha funzionato. Che l’allenatore possa farli giocare meglio è assodato, ma mettiamoci in testa che non hanno attaccanti capaci di fare la differenza da soli: in rosa ci sono tre attaccanti che insieme non ne fanno uno. Chi li ha scelti deve prendersi al responsabilità di dire che ha fallito“.
Parole molto dure che puntano il dito non solo sulle prestazioni dei singoli, ma anche sulle scelte dirigenziali. Il problema, secondo Graziani, non è soltanto legato alla gestione tecnica, ma alla qualità complessiva degli interpreti offensivi, ritenuti non all’altezza delle ambizioni del club. Una riflessione che apre inevitabilmente interrogativi sul futuro e sulle strategie di mercato del Milan in vista della prossima stagione.