Il presidente della Lega Serie A, Ezio Maria Simonelli, ha commentato con amarezza la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali 2026 in un’intervista al Corriere della Sera. Secondo il dirigente, il calcio italiano deve reagire con decisione per tornare competitivo ai massimi livelli internazionali.
“Bisogna rimboccarsi le maniche per riportare l’Italia ai fasti del passato. Una volta quando la Nazionale rientrava nel Paese senza aver conquistato il titolo veniva fischiata, ora sarebbe stato un successo partecipare alla manifestazione. Questo innanzitutto è il segnale del declino: ora bisogna invertire la rotta”, ha dichiarato Simonelli, sottolineando come la percezione delle ambizioni azzurre sia cambiata negli ultimi anni.
“Vogliamo essere centrali nel sistema calcio”
Nel corso dell’intervista il numero uno della Serie A ha ribadito la volontà della Lega di avere un ruolo più incisivo all’interno della Federazione.
“La Lega Serie A la locomotiva del movimento, anche se ha un peso elettorale limitato, pari al 18%. Vogliamo che ci venga riconosciuto un ruolo centrale, di guida. Iniziamo dal dire che un tempo tutti i presidenti federali erano espressione della A, negli ultimi anni non è più avvenuto. Non solo: non abbiamo vicepresidenze in federazione, eppure versiamo 130 milioni l’anno per garantire il funzionamento di tutto il movimento”.
Simonelli evidenzia quindi uno squilibrio tra il contributo economico della massima lega e la sua rappresentanza nelle dinamiche decisionali del calcio italiano.
Malagò tra i possibili nomi per la FIGC
Tra i temi affrontati anche quello della futura guida federale. Simonelli ha commentato il possibile coinvolgimento di Giovanni Malagò, presidente del CONI.
“È prematuro sbilanciarsi sui profili, Malagò è senz’altro uomo di grande esperienza ed è il dirigente di maggior autorevolezza che abbiamo in Italia. Sono suo amico e ho letto che ci sarebbe disponibilità da parte sua a rivestire la carica da presidente della Figc. È ben visto da larga parte del sistema ma è prematuro investirlo come candidato della A, è necessario attendere l’input dei club. Non nego che c’è chi preferirebbe un ex calciatore per una questione di riconoscibilità all’estero e di conoscenze specifiche delle dinamiche di campo”.
Giovani, regole e incentivi: le proposte della Lega
Guardando al futuro del calcio italiano, Simonelli ritiene fondamentale intervenire su alcune norme che, a suo giudizio, frenano gli investimenti sui giovani italiani. Il presidente della Lega Serie A propone di rivedere i meccanismi economici e fiscali per favorire la crescita dei talenti nazionali e rendere più conveniente il loro utilizzo nei club.
Tra le idee illustrate figurano l’ampliamento delle agevolazioni sugli Under 23 (eventualmente fino agli Under 24), incentivi per i settori giovanili e misure di tutela per evitare che i giovani formati nei vivai italiani vengano ceduti all’estero a prezzi ridotti. Simonelli ha inoltre ricordato di aver affrontato questi temi con il ministro dello Sport Andrea Abodi e con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Nel pacchetto di proposte rientrano anche la revisione del decreto Dignità, il ritorno di agevolazioni fiscali simili a quelle previste dal decreto Crescita e la richiesta di una quota delle entrate legate a giochi e scommesse destinata al calcio.
La polemica sul mancato stage della Nazionale
Infine Simonelli ha chiarito la posizione della Lega sulla mancata organizzazione di uno stage della Nazionale prima degli spareggi.
“Facciamo chiarezza: non ci è stato chiesto anche perché la Figc e il ct erano ben consapevoli che non c’erano date a disposizione con il calendario compresso. Vorrei aggiungere che nessuna Nazionale che ha fatto gli spareggi ha avuto uno stage. Nel nostro caso, poi, sarebbe stata una riunione ridotta dal momento che quattro dei titolari a Zenica giocano all’estero e non avrebbero partecipato”.