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Juventus, Spalletti a Tuttosport: “Yildiz è come Kvara”

Juventus, Spalletti a Tuttosport: “Yildiz è come Kvara”

Luciano Spalletti incorona Kenan Yildiz su Tuttosport. L’imprevedibilità del numero 10 della Juventus, il paragone con Kvaratskhelia e il carisma da leader.

In un’intervista esclusiva concessa all’edizione di Tuttosport, l’allenatore della Juventus Luciano Spalletti si è lasciato andare a un’autentica investitura nei confronti di Kenan Yildiz, descrivendone il talento puro e l’impatto devastante nell’economia del gioco bianconero. Il tecnico di Certaldo ha usato parole ricche di fascino per fotografare l’imprevedibilità del classe 2005, definendo ogni sua iniziativa individuale come un vero e proprio manufatto d’ingegno capace di spezzare la rigidità tattica avversaria. Nel percorso di maturazione che sta vivendo nell’ottobre 2026, il giovane turco ha ormai conquistato le chiavi della manovra e lo scettro di leader carismatico all’interno dello spogliatoio torinese.

Juventus
LUCIANO SPALLETTI SORRIDENTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Genio, follia nell’inventiva e il parallelismo con Kvaratskhelia

L’analisi di Spalletti su Yildiz mette in luce una dote rara. L’impossibilità per i difensori di codificarne le mosse, persino quando si affronta il ragazzo quotidianamente nelle sedute alla Continassa. L’allenatore ha evidenziato come la fantasia e la naturalezza del numero dieci travalichino qualsiasi schema preordinato, mettendo la cromatura a ogni pallone toccato. Questo modo di scardinare i ritmi difensivi e rompere i tempi tradizionali del gioco ha spinto il mister ad azzardare un prestigioso accostamento con Khvicha Kvaratskhelia, evidenziando una matrice comune nell’abilità di generare situazioni di pericolo dal nulla e scompaginare le linee avversarie.

Juventus, la leadership silenziosa di Yildiz

Oltre agli aspetti strettamente tecnici ed estetici, Spalletti ha voluto sottolineare lo spessore umano e la personalità di Yildiz, tratteggiando l’immagine di un ragazzo della porta accanto dotato di un magnetismo spontaneo. Pur essendo una figura riservata e lontana da proclami o discorsi d’effetto, la giovane stella si è guadagnata l’indiscusso rispetto del gruppo attraverso l’esempio sul campo. Per spiegare questa forma di autorevolezza silenziosa ma totale, il tecnico ha rievocato il ricordo di Nestor Sensini ai tempi dell’Udinese, ricordando come certi campioni sappiano farsi seguire dalla squadra con la sola forza del proprio talento e della propria presenza.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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