Incredibile crollo dell’Inter in Champions League. La sconfitta per 3-4 col Brugge segna il settimo ko nelle ultime otto partite. Chivu chiamato a una svolta.
La UEFA Champions League continua a trasformarsi in un vero e proprio incubo senza fine per l’Inter guidata in panchina da Chivu nell’ottobre 2026. Il clamoroso e rocambolesco KO casalingo per 3-4 subito a San Siro contro il Club Brugge rappresenta l’ennesimo capitolo di un’emorragia europea che rischia di compromettere le ambizioni internazionali del club nerazzurro. I numeri del recente cammino continentale tracciano un quadro spietato. Nelle ultime otto apparizioni sul palcoscenico della massima competizione europea, la formazione milanese ha collezionato ben sette sconfitte a fronte di un solo e isolato successo.

Inter, dall’illusione dell’esordio alla striscia di sconfitte consecutive
L’avventura di Chivu sulla panchina dell’Inter in Champions League era iniziata sotto una stella ben diversa, forte di un filotto perfetto condito da quattro vittorie nelle prime quattro uscite europee della passata stagione. Da quel momento in poi, tuttavia, si è spenta la luce: sono arrivate in serie le pesanti battute d’arresto contro avversari di prima fascia come Atletico Madrid, Liverpool e Arsenal, raddrizzate soltanto temporaneamente dal blitz esterno per 2-0 sul campo del Borussia Dortmund. La vittoria in terra tedesca si è però rivelata un semplice miraggio all’interno di una caduta libera proseguita inesorabile.
Il doppio KO nei playoff col Bodø/Glimt e la disfatta contro il Brugge
A incrinare definitivamente la dimensione europea dei nerazzurri erano state le due battute d’arresto patite nei playoff contro i norvegesi del Bodø/Glimt, costate un’amara eliminazione compensata soltanto dai trionfi nazionali in Scudetto e Coppa Italia. Il nuovo corso europeo si è aperto confermando lo stesso trend negativo: dopo la preventivabile sconfitta per 2-1 al Bernabéu contro il Real Madrid, l’Inter è crollata a San Siro sotto i colpi del Club Brugge in un pirotecnico 3-4. Un risultato doloroso che spalanca una crisi profonda e obbliga il tecnico rumeno a trovare rimedi immediati per evitare che la squadra figuri come una semplice comparsa tra le grandi d’Europa.