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Spalletti esalta la Juve dopo il colpo a Bergamo: “Senza la Juve non è Champions”

Spalletti esalta la Juve dopo il colpo a Bergamo: “Senza la Juve non è Champions”

La Juventus conquista una vittoria pesante sul campo dell’Atalanta grazie a una rete decisiva di Boga e rilancia con forza la propria corsa verso la Champions League. Nel post partita, l’allenatore bianconero Luciano Spalletti ha commentato la prestazione con grande lucidità, alternando analisi tattica e riflessioni sull’identità del club.

Il concetto più forte arriva però quando il tecnico parla degli obiettivi stagionali e del peso della maglia bianconera. Le sue parole sono dirette e senza interpretazioni: “Senza la Juve non è Champions”. Un messaggio che sintetizza la mentalità richiesta alla squadra in questa fase cruciale del campionato.

Spalletti ha poi approfondito il valore della qualificazione europea, andando oltre il semplice aspetto economico: “La differenza per il quarto posto la farà le cose che abbiamo imparato, che abbiamo nel bagaglio professionale. La Champions è importante per avere soldi per comprare i calciatori, per ricaricare il bancomat? No, per noi è gloria. Vogliamo essere in un competizione che i bambini di tutto il mondo guardano. La Champions per la Juve è una conseguenza. Senza la Juve non è Champions. Ci dobbiamo stare. Dalla Champions si ricevono telefonate perché vogliono la Juve. Abbiamo perso punti, ci sono squadre come Como e Roma che possono passare davanti, ma tu devi fare il tuo. Andare in Champions, la motivazione deve essere: perché siamo la Juve”.

Sul piano della gara, il tecnico ha riconosciuto le difficoltà iniziali contro una squadra intensa e organizzata: l’Atalanta ha messo in difficoltà la Juve soprattutto nella prima mezz’ora, costringendola a una fase difensiva prolungata. Nella ripresa, però, la partita è cambiata, con i bianconeri più equilibrati e capaci di competere alla pari.

Spalletti ha elogiato anche l’avversario: “L’Atalanta è una squadra forte, stanno benissimo in campo. Ti sbattono da destra a sinistra prima di chiudere l’azione. Hanno un ottimo gioco perimetrale. Ti fanno correre. Quando riconquisti palla devi essere bravo a gestirla. Quando costruisci devi essere bravo a tenerla. La prima mezz’ora abbiamo corso, dopo è stata tutta un’altra partita”.

Non sono mancate considerazioni anche sui singoli e sulla gestione del match: “Non soffrire qui è impossibile. La prima mezz’ora abbiamo sofferto perché loro sono bravi, noi invece non lo siamo stati. Quando le squadre ti vengono addosso così, questo è il risultato. Nel primo tempo siamo stati costretti alla fase difensiva, poi nel secondo tempo è stata tutta un’altra partita, giocata alla pari”.

Infine, un passaggio sulla struttura della squadra e sulla mentalità richiesta: “La squadra però poi si è messa a posto, ha trovato riferimenti e tempi di uscita. L’importanza delle marcature preventive? Ormai sono importantissime, c’è la tendenza ad andare uomo su uomo. Ma se decidi di fare questa scelta, se salta una marcatura salta il banco. Il possesso palla non conta più nulla. Ci vuole fisico, personalità e l’Atalanta all’inizio della partita era molto più in ritmo. Noi abbiamo trovato poche giocate”.

Una vittoria che vale più dei tre punti: la Juventus manda un segnale forte alla corsa Champions, guidata da un allenatore che non usa mezzi termini e richiama continuamente la squadra alla sua identità storica.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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