Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, è tornato a parlare pubblicamente intercettato dai cronisti a Montecitorio, rispondendo in modo diretto alle critiche ricevute negli ultimi giorni. Le polemiche sono arrivate da più fronti, compresi personaggi noti dello spettacolo come il cantante Tommaso Paradiso, che avrebbe indirizzato una lettera aperta molto critica nei confronti della gestione biancoceleste.
Lotito ha voluto prima di tutto sottolineare la differenza di prospettiva tra tifosi e dirigenza, difendendo il proprio ruolo e la propria visione a lungo termine del club. In questo senso ha dichiarato: “Il tifoso è proiettato sull’oggi, vuole vincere, capisco le frustrazioni, ma il tifoso deve tifare, io faccio il presidente e voglio rendere la Lazio immortale, indipendente anche da Claudio Lotito. Devo tutelare la storia della Lazio, non posso farla fallire”.
Il discorso si è poi spostato sul rapporto tra squadra e tifosi, con riferimento anche alle prestazioni recenti e al clima sugli spalti. Il presidente ha evidenziato come, a suo avviso, la presenza del pubblico non abbia cambiato l’esito di alcune partite importanti, citando un episodio specifico contro l’Inter: “Giocare senza il tifo non è la stessa cosa, ma anche con i tifosi non è cambiato nulla: con l’Inter abbiamo perso 2 a 0, un autogol e una palla che gli abbiamo dato noi, poi ci siamo mangiati tre gol davanti alla porta. Che cosa ha fatto l’Inter per vincere? Abbiamo fatto tutto noi”.
Infine, il tono si è ulteriormente acceso quando Lotito ha parlato della mentalità dei calciatori, confrontandola con la propria determinazione e il proprio carattere: “Se i giocatori avessero gli attributi che c’ho io sarebbe già finita la partita, non c’è storia per nessuno. Il problema è che quando vanno in campo si cacano sotto”.
Le dichiarazioni hanno immediatamente riacceso il dibattito attorno alla gestione della Lazio, in un clima già teso tra risultati altalenanti e contestazioni crescenti da parte della tifoseria.