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Adani analizza il rapporto tra club e Nazionale: “Troppa distanza tra Lega e Federazione”

Adani analizza il rapporto tra club e Nazionale: “Troppa distanza tra Lega e Federazione”

Durante La Domenica Sportiva, l’ex difensore e oggi opinionista Daniele Adani ha espresso la propria analisi sul momento dell’Italia, soffermandosi sulle differenze di rendimento tra i calciatori quando giocano nei club e quando vengono convocati in Nazionale. Nel suo intervento ha toccato anche il rapporto tra il sistema dei club e le istituzioni del calcio italiano, indicando una certa distanza tra le due realtà.

Le differenze fra club e Nazionale

Adani ha spiegato come molti calciatori riescano a esprimersi con maggiore continuità nelle loro squadre di appartenenza rispetto a quanto accade con la maglia azzurra.

“Alcuni giocatori nei loro club sono più centrati, si sentono in un percorso condiviso. A livello di Lega c’è molta distanza con la Federazione, i giocatori vivono un avvicinamento all’impegno in nazionale e quando tornano nei club hanno un loro fortino dove sono protetti, tutelati, hanno il loro tifo e un linguaggio nel campionato locale che ti fa vivere più centrato”.

Secondo l’ex difensore, quando i calciatori arrivano in Nazionale devono adattarsi rapidamente a un contesto diverso, cosa che può influire sul loro rendimento.

Il sistema del calcio italiano

Adani ha poi sottolineato come il rapporto tra il campionato e la Nazionale non sia sempre armonioso, evidenziando una separazione tra le due realtà.

“In nazionale devi fare un reset, in realtà per l’azzurro dovresti avere un amore incondizionato ma diventa difficile giocare con l’Irlanda del Nord, la Macedonia, in Bosnia e diventa difficile contro avversari più deboli. Prima non succedeva? Esattamente, ma oggi il sistema dei club è diviso da quello della nazionale, c’è quasi menefreghismo della Lega con la Federazione, non lavorano insieme. Quando torno nel club le gambe girano meglio, le giocate mi vengono meglio. Barella era tanto che non giocava così. Dimarco ha numeri di un attaccante in Serie A”.

Nel suo ragionamento l’opinionista ha citato anche due giocatori dell’Inter, Nicolò Barella e Federico Dimarco, come esempio di calciatori che riescono spesso a esprimere il loro miglior livello nelle competizioni di club.

Il peso della maglia azzurra

Infine Adani ha parlato anche dell’aspetto emotivo che accompagna i giocatori quando indossano la maglia della Nazionale italiana.

“Questi ragazzi sono sensibili, sono sofferenti, ci tengono. Hanno sofferto e se la porteranno dietro, ma è una fragilità rispetto alla sfrontatezza che se la metti in campo non ti ferma nessuno. Spesso subiamo la maglia azzurra”.

Secondo l’ex difensore, quindi, la pressione e le aspettative legate alla Nazionale possono influire sull’atteggiamento dei giocatori, rendendo più difficile esprimere quella leggerezza e quella sicurezza che spesso mostrano nel campionato di Serie A.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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