Il Brasile esce ai quarti contro la Norvegia di Haaland, ma la CBF blinda Carlo Ancelotti. Il ct italiano confermato sulla panchina verdeoro fino al 2030.

Terremoto Brasile, ma la CBF sceglie la continuità
La dolorosa eliminazione subita per mano della Norvegia agli ottavi di finale del Mondiale 2026 ha aperto un profondo dibattito in Brasile, ma non ha scalfito la posizione della guida tecnica. La Confederaçao Brasileira de Futebol ha preso una decisione forte e controtendenza rispetto alla propria storia recente, confermando totale fiducia a Carlo Ancelotti e blindandolo sulla panchina della Seleção fino al 2030. La scelta punta a evitare le storiche reazioni impulsive post-Mondiale e a dare stabilità all’organizzazione dell’allenatore italiano per un intero quadriennio.
A fare da scudo al commissario tecnico ci ha pensato Rodrigo Caetano, direttore esecutivo delle selezioni nazionali, spiegando la necessità per il calcio brasiliano di vivere finalmente un ciclo all’insegna della normalità e della programmazione a lungo termine. Ancelotti, alla guida della squadra da poco più di un anno e mezzo, avrà così il tempo di plasmare il gruppo senza l’ansia dei verdetti immediati.
Il ko con la Norvegia e la necessità di una ricostruzione
La sconfitta per 2-1 patita a New York contro la nazionale scandinava ha interrotto anzitempo il cammino del Brasile, che ha subito la rimonta negli ultimi dieci minuti a causa di una micidiale doppietta di Erling Haaland. Nel post-partita Ancelotti ha analizzato con lucidità il match, sottolineando come la squadra abbia controllato il gioco per oltre settanta minuti prima di cedere al cinismo del centravanti avversario.
Le polemiche legate alla gestione del rigore fallito da Bruno Guimarães e all’esclusione di alcune pedine non hanno modificato i piani della federazione, convinta della bontà del progetto tecnico.
La delusione accumulata sul campo diventerà il punto di partenza per una profonda rifondazione a partire dai prossimi impegni di settembre. Il ct ha definito l’esperienza mondiale come un laboratorio accelerato, pesantemente condizionato dalle pesanti defezioni per infortunio di elementi cardine come Raphinha, Lucas Paquetá, Éder Militão ed Estêvão. La Seleção ripartirà da queste difficoltà per ritrovare la propria identità e per lanciare una nuova generazione di leader sotto la guida calma ed esperta del tecnico emiliano.