Liverpool, Barcola racconta a Sky Sports l’impatto con la Premier League dopo l’addio al PSG: “Gare da una porta all’altra, corsa e sacrificio difensivo”.
Il passaggio dal dominio tattico della Ligue 1 ai ritmi vertiginosi del calcio d’oltremanica ha riservato un impatto atletico decisamente severo. Bradley Barcola, prelevato dal Liverpool durante l’ultima sessione estiva di calciomercato dal Paris Saint-Germain per arricchire la batteria di esterni offensivi dei Reds, si è confessato ai taccuini dei cronisti di Sky Sports.Il classe 2002 francese ha analizzato in estrema trasparenza i primi mesi della sua avventura ad Anfield Road, ammettendo di essere rimasto impressionato dalla spaventosa intensità di corsa e dal carico di lavoro difensivo preteso nel massimo campionato inglese.

Liverpool, Barcola: “In Francia il contatto duro, in Inghilterra chilometri continui”
Iscritto ormai nel novero delle giovani stelle del calcio europeo, Barcola ha tracciato una netta linea di demarcazione tra la realtà transalpina e il contesto della Premier: “La grande differenza? Il campionato francese è molto fisico nel senso che ci sono tanti giocatori possenti che cercano lo scontro e il contatto diretto. Qui in Inghilterra, invece, l’aspetto fisico riguarda principalmente il volume esagerato di corse che devi effettuare lungo l’arco dell’intera gara”. Un adattamento organico e muscolare tutt’altro che immediato per chi era abituato al possesso prolungato del PSG.
“Un calcio ‘box-to-box’, ho avuto i crampi”
L’attaccante dei Reds si è poi soffermato sul cambio di mentalità preteso dagli esterni d’attacco in fase di non possesso:“Le partite vanno continuamente da una porta all’altra, c’è molta meno tattica esasperata e tantissima transizione rapida. Bisogna correre a perdifiato, ed è esattamente per questo motivo che nelle mie primissime uscite ho sofferto di continui crampi. Al PSG eravamo abituati a riaggredire e recuperare subito la palla rimanendo alti; al Liverpool, in Premier League, se ti superano devi ripiegare a pieno ritmo fino alla tua area di rigore per aiutare i compagni”.