ULTIM'ORA

FIGC, volata per la presidenza: Malagò sfida Galliani

FIGC, volata per la presidenza: Malagò sfida Galliani

Elezioni FIGC del 14 dicembre. Malagò rivendica l’appoggio di 13 club, ma nella Serie A cresce con forza l’alternativa legata a Galliani.

Il futuro della Federcalcio italiana entra nella sua fase più calda e imprevedibile. A meno di due settimane dalla scadenza fissata per il 4 novembre per la presentazione ufficiale delle candidature in vista delle elezioni del prossimo 14 dicembre,la partita per la presidenza della FIGC si fa apertissima. Se il commissario straordinario Giovanni Malagò rivendica con forza il consenso già raccolto da tredici società di Serie A, all’interno della stessa Lega dei club si consolida un fronte alternativo pronto a puntare con decisione su Adriano Galliani, aprendo a un braccio di ferro istituzionale di primaria importanza per i futuri equilibri del calcio italiano.

Inter, FIGC

Malagò: “Ho l’appoggio di 13 società”

Il rapporto tra Malagò e una parte significativa del massimo campionato ha subito logoramenti progressivi nel corso degli ultimi mesi. A pesare sul clima politico sono state soprattutto alcune scelte gestionali e strategiche discusse all’interno della Federazione, tra cui la decisione di richiamare Roberto Mancini alla guida della Nazionale, la nomina di Diana Bianchedi come capodelegazione e i lunghi tempi decisionali attorno alla figura del nuovo segretario generale. Intervenuto a Roma, Malagò non ha nascosto il proprio stupore: “Mi dicono sorpreso e dispiaciuto per le indiscrezioni su Galliani”, ribadendo di poter contare su numeri solidi e ammonendo che una profonda spaccatura in seno alla Lega Serie A finirebbe per indebolire l’intero sistema.

FIGC, Galliani alla finestra

Dall’altra parte della barricata, il nome di Adriano Galliani rappresenta molto più di una semplice suggestione politica.Forte di un curriculum dirigenziale straordinario tra i fasti del Milan, la presidenza della Lega Nazionale Professionisti e i ruoli di vertice in Serie A e B, l’attuale dirigente gode della stima di numerosi presidenti scontenti della gestione commissariale. Se a marzo aveva preferito declinare ogni proposta, oggi Galliani valuterebbe la discesa in campo soltanto a fronte di una convergenza realmente unitaria delle società. Con due raccolte firme che avanzano in parallelo, i prossimi giorni e il termine ultimo del 4 novembre chiariranno se il calcio italiano si avvia verso una svolta radicale o verso la continuità.

 

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

348 articoli