Lotito critica il sistema normativo del calcio italiano in Parlamento: “Imposte e vincoli spingono i club ad acquistare all’estero. Servono riforme”.

Lotito, la denuncia in Parlamento sulle disparità fiscali e burocratiche
Claudio Lotito è tornato ad alzare la voce contro l’attuale quadro normativo che regolamenta il calciomercato e la gestione finanziaria delle società di Serie A. Intervenuto direttamente nelle sedi parlamentari, il presidente della Lazio ha espresso una profonda insoddisfazione per i vincoli burocratici ed economici che penalizzano le società italiane nei confronti delle realtà sportive internazionali. Secondo il patron biancoceleste, il sistema attuale crea un cortocircuito che rende gli investimenti nel mercato domestico eccessivamente onerosi e svantaggiosi sotto il profilo della liquidità aziendale.
Nel suo intervento, Lotito ha posto l’accento sul carico fiscale e sulle garanzie accessorie richieste quando si completa un’operazione all’interno dei confini nazionali. Il presidente della Lazio ha evidenziato come un acquisto dal valore nominale di dieci milioni di euro finisca per gravare sulle casse di un club per oltre dodici milioni a causa dell’applicazione dell’IVA e delle fideiussioni bancarie necessarie.
A questo si aggiunge la rigidità temporale nell’esercizio dei riscatti dei cartellini, al contrario di quanto avviene in altri campionati europei dove la flessibilità burocratica consente un’esposizione di cassa notevolmente inferiore.
I vincoli economico-finanziari e la battaglia per la competitività
Le prese di posizione del senatore e presidente della Lazio si collocano all’interno di un momento particolarmente complesso per la gestione operativa del club capitolino. La società di Formello è stata infatti chiamata ad affrontare le ultime sessioni di mercato muovendosi entro rigidi paletti economico-finanziari definiti dagli organi di controllo, dovendo necessariamente garantire il principio del saldo positivo tra entrate e uscite prima di poter autorizzare nuovi tesseramenti in entrata.
Tuttavia, la battaglia portata avanti da Lotito travalica i confini della specifica situazione laziale per abbracciare una riforma di sistema di respiro più ampio. Il patron punta il dito sulla necessità che sia proprio il Parlamento a intervenire legislativamente per modificare regole ritenute obsolete. L’obiettivo dichiarato resta quello di restituire attrattività al prodotto Serie A, permettendo ai club italiani di competere ad armi pari sul piano della sostenibilità e della competitività con le principali potenze del calcio continentale.