Francesco Totti è tornato a parlare della sua carriera e di alcuni dei temi più discussi legati alla Roma e ai suoi protagonisti nel corso di una lunga intervista concessa a Betsson.sport.
L’ex capitano giallorosso ha affrontato diversi argomenti, alternando ironia, nostalgia e qualche frecciata rivolta a vecchi rivali e colleghi.
Tra i passaggi che hanno fatto più discutere c’è sicuramente quello relativo alla maglia numero 10, con un chiaro riferimento alla Juventus, a Del Piero e a Paulo Dybala. Totti ha spiegato la propria visione sul peso simbolico di quel numero: “Alla Juve hanno fatto di tutto per dare la 10 di Del Piero a Dybala e lo stesso hanno fatto a Roma? Sì, ma Roma non è Torino. Perché 25 anni di carriera sono diversi. Dybala a Torino è stato sei anni, alla Roma con questo sono quattro. Dopo tre anni non può prendere la dieci, penso. Te la devi pure un po’ meritare”.
L’ex numero 10 romanista ha poi precisato di riconoscere comunque il valore tecnico dell’argentino: “Io l’ho presa dopo otto anni, sette-otto anni. Poi Dybala può pure prenderla, perché lui è un giocatore da dieci. È un giocatore estroso, uno che può permettersi di indossarla. Però io ho sempre detto che quando prendi quel numero vuol dire che sul campo hai fatto qualcosa di importante. Lui lo ha fatto, però deve dare continuità. Non per un anno o due, ma per almeno dieci, quindici anni”.
Non è mancato nemmeno un confronto con Alessandro Del Piero, storico rivale sportivo: “Stai parlando di uno dei più grandi giocatori della storia del calcio: Alessandro Del Piero. Ha vinto molto di più, giustamente, però ha giocato alla Juve rispetto alla Roma. Ha avuto la possibilità di giocare con grandissimi campioni, quello sì. Anche se non avessi giocato in quelle squadre avrei vinto“.
Nel corso dell’intervista Totti ha affrontato anche il tema della Conference League conquistata dalla Roma, minimizzando però il valore della celebrazione personale: “Se ho rosicato per non aver giocato la Conference? Sinceramente è una domanda un po’ strana, perché chi è tifoso della Roma, quando si vince, è sempre contento. Che giochi o non giochi, è uguale, non cambia niente”.
E sul mancato festeggiamento: “Se sono andato a festeggiare? No, sono stato a casa. Fosse stata la Coppa dei Campioni, pure pure, però la Conference…”
Parlando del rapporto con Daniele De Rossi, Totti ha smentito ogni presunta tensione: “Non c’è mai stato nessun attrito tra me e Daniele, c’è rispetto, amicizia e stima reciproca“.
Spazio anche ai ricordi più amari, come la sconfitta con la Sampdoria nel 2010 che, secondo lui, costò uno scudetto:
“Penso che, se avessimo vinto quella partita contro la Sampdoria, avremmo vinto lo scudetto”.
Infine, Totti è tornato anche sul celebre episodio del calcio rifilato a Balotelli, mostrando pentimento:
“Per quanto riguarda il fatto se lo rifarei, no, non lo rifarei. Vorrei fare un appello soprattutto ai giovani: non fate quello che ho fatto io, perché non è bello e non è sportivo”.