Il Real Madrid ha ufficializzato il ritorno di José Mourinho sulla panchina della prima squadra, segnando uno dei colpi più clamorosi della stagione calcistica.
Il tecnico portoghese, già allenatore dei Blancos tra il 2010 e il 2013, torna dunque a guidare il club dopo ben 13 anni dalla sua prima esperienza in Spagna, conclusa con la vittoria di Liga e Copa del Rey e con un ciclo comunque ricco di successi e tensioni.
Secondo quanto riportato dal comunicato ufficiale del club, il Consiglio di Amministrazione riunitosi sotto la presidenza di Florentino Pérez ha deliberato la nomina di Mourinho con un accordo valido per tre stagioni, fino al 30 giugno 2029. L’allenatore inizierà ufficialmente il suo lavoro a partire dal 13 luglio, in coincidenza con l’avvio della preparazione estiva della squadra.
Il ritorno del tecnico è stato deciso in un contesto di profonda riorganizzazione interna del Real Madrid, reduce da una stagione considerata deludente e chiusa senza trofei. La dirigenza ha quindi puntato su una figura di grande esperienza internazionale, capace di gestire gruppi di alto livello e di riportare disciplina e competitività nello spogliatoio.
Dal punto di vista economico, l’operazione prevede anche un accordo con il Benfica, club da cui Mourinho si è liberato recentemente, con un indennizzo stimato intorno ai 15 milioni di euro. Parallelamente, il portoghese porterà con sé il proprio staff tecnico di fiducia, elemento chiave del suo metodo di lavoro.
L’obiettivo del Real Madrid è chiaro: rilanciare il progetto sportivo e tornare a dominare in Spagna e in Europa. La scelta di Mourinho rappresenta quindi una svolta forte e simbolica, affidando ancora una volta il destino dei Blancos a uno degli allenatori più vincenti e discussi del calcio moderno.