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Italia in campo tra ranking e futuro: perché le amichevoli contano davvero

Italia in campo tra ranking e futuro: perché le amichevoli contano davvero

Le amichevoli che l’Italia giocherà contro Lussemburgo e Grecia non hanno in palio punti per qualificazioni o trofei, ma non sono affatto partite “inutili”.

Anche senza Mondiali da preparare o competizioni immediate da affrontare, queste gare rientrano in un contesto preciso fatto di valutazioni, ranking e programmazione a lungo termine della Nazionale.

Il primo elemento da considerare è il ranking FIFA, che continua a essere aggiornato anche in occasione delle amichevoli. Il sistema assegna punti in base al risultato, alla forza dell’avversario e all’importanza della partita: per questo vincere contro squadre sulla carta inferiori come Lussemburgo è importante, mentre una sconfitta può pesare in modo significativo.

La posizione nel ranking non è solo simbolica: determina infatti le fasce di sorteggio per le qualificazioni ai prossimi Europei e Mondiali. Essere inseriti in una fascia alta significa evitare avversarie più forti nei gironi, aumentando le possibilità di qualificazione e rendendo più agevole il percorso verso i tornei internazionali.

C’è poi un altro aspetto fondamentale: la costruzione della squadra. Le amichevoli servono al commissario tecnico per testare nuovi giocatori, sperimentare moduli e verificare la tenuta del gruppo in un contesto internazionale. Sono quindi occasioni utili per valutare giovani talenti e alternative ai titolari, soprattutto in una fase di transizione come quella attuale della Nazionale.

Infine, queste partite rappresentano anche un momento di continuità dell’attività azzurra in un periodo in cui mancano competizioni ufficiali. Permettono di mantenere ritmo, identità e competitività, elementi essenziali per non arrivare impreparati ai prossimi impegni che conteranno davvero.

In sintesi, anche se non incidono direttamente su qualificazioni o titoli, le amichevoli contro Lussemburgo e Grecia hanno un peso concreto sul futuro dell’Italia, sia in termini di classifica mondiale sia nella costruzione del progetto tecnico.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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