Il Como si prepara a iniziare la nuova stagione di Serie A 2026/27 con un calendario piuttosto insolito.
Le prime tre partite del campionato, infatti, non si giocheranno allo stadio Giuseppe Sinigaglia, costringendo la formazione lariana a un avvio interamente in trasferta.
Una situazione che ha attirato curiosità e domande tra tifosi e addetti ai lavori, soprattutto considerando l’importanza di partire con il supporto del pubblico di casa. Tuttavia, la scelta non è casuale e trova spiegazione in una serie di fattori organizzativi legati alla gestione degli impianti e al calendario complessivo della Serie A.
Il motivo delle prime tre gare lontano da casa
Alla base di questa particolare programmazione ci sono ragioni principalmente logistiche. In determinate situazioni, infatti, la Lega Serie A deve coordinare gli eventi con altri appuntamenti, lavori negli stadi o esigenze di ordine pubblico, soprattutto quando si tratta di club con strutture in fase di adeguamento o con richieste specifiche di calendario.
Nel caso del Como, la decisione di disputare le prime tre gare fuori casa rientrerebbe in un incastro più ampio di assegnazione delle giornate, pensato per garantire la regolare gestione delle partite e ridurre sovrapposizioni o problemi organizzativi nelle prime settimane di campionato.
Un avvio complicato ma non decisivo
Per la squadra guidata da Cesc Fàbregas, il debutto lontano dal proprio pubblico rappresenta sicuramente una sfida aggiuntiva, ma non un fattore determinante nell’economia dell’intera stagione. Il Como, reduce da un percorso di crescita importante nelle ultime annate, ha dimostrato di poter competere anche in contesti difficili e su campi complessi.
L’obiettivo sarà dunque quello di iniziare il campionato con il giusto atteggiamento, trasformando un calendario complicato in un’occasione per mettere subito alla prova solidità e ambizioni della squadra.