Urbano Cairo torna a parlare del futuro del Torino e, per la prima volta in modo così esplicito, apre alla possibilità di lasciare la guida del club granata.
Il presidente, in carica dal 2005, ha raccontato il proprio percorso alla guida della società e ha spiegato come, dopo oltre vent’anni, non escluda un passaggio di consegne nel caso in cui arrivasse un’offerta adeguata e un progetto credibile per il futuro del Torino.
Le parole di Cairo
Nel corso di un’intervista a Sky, Cairo ha chiarito la sua posizione con parole molto dirette: “Se si presentasse qualcuno che facesse un’offerta adeguata, ma senza pensare a chissà che cosa, e avesse la voglia di far bene, io sono anche disponibile a lasciare. Dopo ventuno anni non devo rimanere ancora, ci sta che ci sia un avvicendamento, non è qualcosa che io escludo. Al momento non c’è un’offerta, ma se ci fosse sarei disponibile. Poi magari qualcuno mi rimpiangerà, ma spero di no perché mi auguro che chi verrà dopo di me farà meglio di me. Se qualcuno vuole investire sono disponibile, lo dico con serenità perché stare in paradiso a dispetto dei santi non è bello. Mi sono divertito tantissimo con il Torino, anche nei momenti difficili, e ho sempre dato l’anima. Se arriva uno che ha voglia e disponibilità, io sono aperto.”
Il presidente ha poi analizzato anche l’evoluzione del calcio moderno, sottolineando come oggi i fatturati abbiano un peso sempre più decisivo rispetto al passato: “La mia passione non è stata minimamente toccata. Dedico al Torino la stessa passione e l’impegno dell’inizio. Il Torino degli anni ’40 era una cosa pazzesca, quello degli anni ’70 è stato un grande Torino, ora il mondo è cambiato. I fatturati nel mondo del calcio contano molto di più rispetto a cinquant’anni fa.”
Ripercorrendo la sua gestione, Cairo ha difeso il lavoro svolto negli anni: “Ho preso un Torino fallito che nei dieci anni prima di me aveva fatto sei anni in Serie B e quattro in A con tre retrocessioni e ora siamo in Serie A da quattordici anni di fila prevalentemente nella parte sinistra con due qualificazioni in Europa. Abbiamo ricostruito il Filadelfia mettendoci una quota importante a fondo perduto perché era importantissimo che rinascesse. Il settore giovanile che era in difficoltà ha vinto il campionato, coppe e ha sfornato cinquanta giocatori.”
Infine, il numero uno granata ha ribadito la sua posizione senza chiusure: “Anche quest’anno potremo fare mercato senza alcun tipo di blocco, poi se c’è qualcuno meglio di me io sarò felice. Resterò il primo tifoso del Toro e andrò a vederlo in Maratona se mi accolgono, oppure in tribuna. L’importante è che si faccia meglio. Amarezza? Questo no. Le contestazioni sono all’ordine del giorno anche per presidenti che hanno vinto lo Scudetto. Il mondo è questo e va accettato.“