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Bosnia, l’ultimo ostacolo dell’Italia verso il Mondiale 2026

Bosnia, l’ultimo ostacolo dell’Italia verso il Mondiale 2026

La strada dell’Italia verso il Mondiale del 2026 passa anche da sfide che, almeno sulla carta, potrebbero sembrare abbordabili ma che in realtà nascondono molte insidie. Tra queste c’è la Bosnia, una nazionale che negli ultimi anni ha intrapreso un percorso di rinnovamento cercando di tornare competitiva nel panorama europeo. Per l’Italia si tratta di un appuntamento importante, perché ogni punto può risultare decisivo nella corsa alla qualificazione.

La selezione balcanica, guidata da un mix di giocatori esperti e giovani emergenti, resta infatti una squadra capace di creare difficoltà a qualsiasi avversario, soprattutto quando riesce a sfruttare le qualità dei suoi uomini più rappresentativi. Con leader carismatici e talenti in crescita, la Bosnia rappresenta quindi un ostacolo da affrontare con grande attenzione. Per gli azzurri, la sfida non sarà soltanto un passaggio obbligato nel cammino verso il torneo iridato, ma anche un banco di prova per dimostrare solidità, continuità e ambizione.

La sfida decisiva sulla strada dell’Italia

La corsa verso il Mondiale del 2026 passa anche attraverso un confronto delicato con la Bosnia, una selezione che negli ultimi anni ha cercato di ritrovare competitività dopo un periodo complicato. Per gli azzurri la sfida rappresenta uno snodo fondamentale: in palio c’è la qualificazione alla fase finale del torneo, competizione che l’Italia non disputa dal 2014.

Il confronto assume un valore simbolico anche per la Bosnia, che sogna di tornare sul palcoscenico mondiale dopo l’unica partecipazione della sua storia, proprio nel 2014. Entrambe le squadre arrivano quindi a questo appuntamento con grande motivazione e con la consapevolezza che un successo significherebbe scrivere una nuova pagina della propria storia calcistica.

L’esperienza di Edin Džeko guida l’attacco

Il punto di riferimento della nazionale bosniaca resta ancora Edin Džeko. L’attaccante, nonostante l’età avanzata per un calciatore, continua a essere il leader tecnico e carismatico della squadra. È il giocatore più rappresentativo della storia della Bosnia, oltre che il miglior marcatore di sempre della selezione.

Nel sistema offensivo della squadra il suo ruolo è centrale: la sua esperienza e il senso del gol lo rendono una minaccia costante per le difese avversarie. Anche nelle recenti partite decisive ha dimostrato di essere ancora decisivo, confermandosi un punto fermo del progetto tecnico.

Un gruppo rinnovato tra giovani e veterani

Negli ultimi anni la Bosnia ha avviato un processo di rinnovamento della rosa. Accanto ai giocatori più esperti sono stati inseriti diversi giovani talenti, creando un mix interessante tra esperienza e freschezza.

Tra i centrocampisti spiccano profili come Benjamin Tahirović e Armin Gigović, calciatori dinamici che garantiscono intensità e qualità nella manovra. In attacco, invece, uno dei giocatori più interessanti è Ermedin Demirović, spesso impiegato accanto a Džeko per aumentare la pressione offensiva.

La rosa comprende inoltre diversi calciatori che militano nei principali campionati europei, elemento che contribuisce ad alzare il livello complessivo della squadra e a renderla più competitiva nelle sfide internazionali.

Il lavoro del commissario tecnico Barbarez

Alla guida della nazionale c’è Sergej Barbarez, ex capitano della Bosnia che ha assunto il ruolo di commissario tecnico nel 2024. Nonostante la poca esperienza da allenatore ai massimi livelli, Barbarez è riuscito a dare nuova energia alla squadra, portandola a disputare una delle campagne di qualificazione più positive degli ultimi anni.

Il suo approccio tattico punta su aggressività, ritmo elevato e rapide transizioni offensive. Questa filosofia permette alla Bosnia di essere pericolosa soprattutto quando riesce a recuperare palla e ripartire velocemente, sfruttando le caratteristiche dei suoi attaccanti.

Una squadra da non sottovalutare

La Bosnia non è tra le potenze storiche del calcio europeo, ma possiede qualità e spirito competitivo sufficienti per mettere in difficoltà qualsiasi avversario. La combinazione tra l’esperienza dei veterani e l’entusiasmo dei giovani rappresenta il punto di forza principale della squadra.

Per l’Italia, quindi, la sfida non sarà affatto semplice. Superare questo ostacolo significherebbe compiere un passo fondamentale verso il Mondiale 2026, ma per riuscirci serviranno attenzione, solidità e una prestazione di alto livello contro un avversario determinato a inseguire lo stesso sogno.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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