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Serie A, cercasi “uno contro uno”: il dribbling italiano è in crisi

Il calcio italiano mostra segnali sempre più chiari di allontanamento dalle giocate individuali nell’uno contro uno, privilegiando azioni manovrate e scambi di squadra. I dati della Serie A in corso confermano questa tendenza, con un solo italiano presente tra i primi dieci per dribbling riusciti.

La mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali per la terza edizione consecutiva ha acceso ulteriori riflessioni: il sistema calcistico nazionale mostra diverse criticità e richiede una riforma profonda. Qualche segnale di cambiamento arriva dai vertici della FIGC, con la speranza di valorizzare nuovamente le qualità individuali dei nostri giocatori.

La classifica dei dribbling riusciti in Serie A

  • Totale italiani nella top 100: 24
  • Nella top 20: 4
  • Nella top 10: 1

A guidare la rappresentanza italiana è Marco Palestra (classe 2005), con 52 dribbling completati con il Cagliari. Superano il giovane talento solo Kenan Yildiz (69) e Nico Paz (55).

Gli altri italiani in classifica:

  • Matteo Politano: 14ª posizione, 30 dribbling riusciti su 60 tentativi
  • Riccardo Orsolini: 19ª posizione, 27 dribbling
  • Fabiano Parisi: 20ª posizione, 27 dribbling

Top 10 dribbling Serie A 2025/26

  1. Kenan Yildiz (Turchia) – 69
  2. Nico Paz (Argentina) – 55
  3. Marco Palestra (Italia) – 52
  4. Artur Atta (Francia) – 49
  5. Alexis Saelemaekers (Belgio) – 44
  6. Charles De Ketelaere (Belgio) – 43
  7. Francisco Conceicao (Portogallo) – 43
  8. Dodo (Brasile) – 37
  9. Jesus Rodriguez (Spagna) – 34
  10. Giovane (Brasile) / Jonathan Rowe (Inghilterra) – 33

Il confronto con gli altri principali campionati europei

Considerando i cinque principali tornei europei (Serie A, Liga, Premier League, Bundesliga, Ligue 1), l’Italia appare in ritardo:

  • Spagna: 294 giocatori con almeno un dribbling
  • Francia: 238
  • Germania: 152
  • Inghilterra: 141
  • Italia: 140

Dati che evidenziano come la capacità individuale di saltare l’uomo sia meno sviluppata rispetto ad altre realtà calcistiche europee.

Impatto sulla Nazionale

I numeri si riflettono anche nei match decisivi per la qualificazione ai Mondiali:

  • Italia vs Irlanda del Nord: 3 dribbling riusciti su 16 tentativi (Barella, Kean, Mancini)
  • Italia vs Bosnia: 3 dribbling riusciti su 11 tentativi (Barella, Dimarco, Tonali)

La squadra avversaria ha invece mostrato maggiore incisività nell’uno contro uno, con Bajraktarevic che ha completato 8 dribbling su 11 tentativi, mentre il totale del suo team è stato di 18 dribbling riusciti contro gli azzurri.

Come invertire il trend negativo

Le soluzioni individuate puntano soprattutto sui settori giovanili:

  • Incentivare l’estro e la creatività dei giovani
  • Dare maggiore spazio all’uno contro uno invece di limitarsi agli scambi di squadra
  • Integrare il gioco collettivo con giocate individuali decisive nelle zone avanzate del campo

Inoltre, occorre rivedere gli schemi tattici:

  • Il 3-5-2, spesso considerato standard, rischia di rendere il gioco prevedibile
  • Un ritorno alla difesa a quattro (4-3-3, 4-2-3-1, 4-4-2) potrebbe favorire l’uso dell’uno contro uno
  • Le squadre di Serie A devono valorizzare i giovani talenti italiani, capaci di fare la differenza individualmente

La priorità è chiara: scoprire, far crescere e far giocare i giovani, ristabilendo un equilibrio tra gioco collettivo e iniziativa personale.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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