Nainggolan rivela i retroscena dell’addio alla Roma. L’attacco a Monchi, la gratitudine per Spalletti e la chiarezza di Conte all’arrivo all’Inter.

Nainggolan, attacco a Monchi
Alla vigilia della sfida tra Roma e Inter, il doppio ex Radja Nainggolan ha ripercorso i momenti chiave della sua carriera nell’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport. Il centrocampista belga ha riscostruito le dinamiche del suo tormentato addio al club giallorosso, puntando l’indice contro l’allora direttore sportivo Monchi.
“Fu una scelta di Monchi, il direttore sportivo, che fece il doppio gioco”, ha rivelato Nainggolan. “Mi chiedeva consigli su come intervenire sul mercato e intanto trattava per vendermi. Da un lato compresi la logica: voleva smantellare il gruppo creato da Walter Sabatini per formarne uno di sua emanazione. Usò lo stesso sistema con Dzeko, che provò a vendere al Chelsea. Però in quel momento venivamo dalla semifinale di Champions League contro il Liverpool, eravamo una squadra, percepivamo che si potesse crescere”. Il calciatore ha inoltre ricordato di aver rifiutato in passato sia l’interesse del Chelsea che una ricchissima offerta proveniente dalla Cina pur di rimanere a Roma.
L’avventura all’Inter: da Spalletti alla schiettezza di Conte
Dopo l’addio alla Capitale, Nainggolan ha vestito la maglia dell’Inter, spinto soprattutto dalla presenza di Luciano Spalletti in panchina: “Devo ringraziarlo, perché con lui ho scritto le pagine più appassionanti della mia carriera”. L’esperienza in nerazzurro, tuttavia, ha risentito dei cambiamenti della guida tecnica dopo il primo anno: “Forse ero un po’ scarico, ma soprattutto pagai l’addio di Spalletti”.
Con l’arrivo di Antonio Conte a Milano, la posizione di Nainggolan si è subito delineata con estrema chiarezza. Diversamente da quanto accaduto a Roma con Monchi, il centrocampista ha apprezzato l’onestà e la schiettezza dell’allenatore salentino: “Conte mi comunicò subito che non ero parte del progetto. Al contrario di Monchi, Antonio fu diretto con me e io ne rispettai la valutazione. Conte mi voleva al Chelsea? Che ne so, magari non gli era passata la rabbia per il mio rifiuto…”.