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Gravina rilancia il progetto per i giovani: “Serve una rivoluzione culturale”

Gravina rilancia il progetto per i giovani: “Serve una rivoluzione culturale”

Nel corso della presentazione di un nuovo progetto dedicato allo sviluppo del calcio giovanile in Italia, il presidente della FIGC Calcio Gabriele Gravina ha affrontato diversi temi legati al futuro del movimento calcistico nazionale. Durante l’incontro, Gravina ha parlato non solo delle iniziative rivolte ai settori giovanili, ma anche del percorso recente della Italy national football team, tornando su uno degli episodi più discussi degli ultimi anni: la mancata qualificazione al Mondiale del 2022.

Il presidente federale ha voluto ridimensionare le critiche rivolte al lavoro svolto in quegli anni, sottolineando come l’eliminazione dal Mondiale non debba cancellare quanto fatto nel ciclo precedente. A questo proposito ha dichiarato: “È stato un impegno costante dal 2018 al 2025, tutto ciò non è sviluppato dalla mancata qualificazione al Mondiale del 2022. Tecnicamente bastava realizzare uno dei due rigori contro la Svizzera, non si può denigrare tutta l’attività che aveva portato alla vittoria di un Europeo sei mesi prima”. Il riferimento è al successo dell’Italia agli Europei del 2020, conquistato nell’estate del 2021.

Gravina ha poi spostato l’attenzione su alcune criticità strutturali che, secondo lui, stanno emergendo nel calcio italiano. Tra queste ha evidenziato l’eccessiva importanza attribuita agli aspetti tattici e la crescente presenza di giocatori stranieri nei campionati nazionali. “Io non sarei negativo su questo, ma sono molto preoccupato su altri concetti come l’iper-tatticismo, la ricerca di un risultato a tutti i costi. L’idea di avere oggi soltanto il 30% di calciatori selezionabili e pochissimi nel nostro vivaio è un alert che deve far riflettere chi ha una responsabilità politica come la federazione. Con i dati statistici che ci vengono forniti dall’Associazione Italiana Calciatori vediamo che stiamo andando incontro a un atteggiamento negativo nel privilegiare calciatori esteri”.

Infine il presidente della FIGC ha espresso preoccupazione per una tendenza che riguarda non solo le prime squadre ma anche i settori giovanili dei club. “Siamo preoccupati perché non succede solo in prima squadra, ma anche in primavera e questo genera un alert che ci ha portato ad accelerare. Sapete quante volte ho parlato di rivoluzione culturale, crediamo che il mondo della scuola e il coinvolgimento dell’attività di base siano un mondo che dovremo tornare a esplorare in maniera decisiva”.

Le parole di Gravina evidenziano quindi la volontà della federazione di intervenire con nuove strategie per rafforzare la formazione dei giovani calciatori italiani e garantire un futuro più solido alla Nazionale.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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