Calcagno risponde a Sarri sul sovraffollamento dei calendari: “AIC e FIFPro hanno già fatto causa alla FIFA. Lavoriamo al massimo”.
Calcagno contro le dichiarazioni polemiche rilasciate da Maurizio Sarri al termine della sfida di UEFA Conference League contro il Pafos hanno riacceso con veemenza il dibattito sulla sostenibilità dei ritmi agonistici nel calcio moderno nell’ottobre 2026. Il tecnico dell’Atalanta aveva espresso forte rammarico per l’assenza di una posizione ferma da parte del sindacato dei calciatori di fronte a impegni così ravvicinati. La replica ufficiale non si è fatta attendere: ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com, Umberto Calcagno, presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, ha risposto punto su punto alle esternazioni dell’allenatore toscano, rivendicando con fermezza le battaglie legali ed istituzionali condotte dall’associazione da diversi anni a questa parte.

La battaglia legale contro la FIFA e la sinergia con i sindacati internazionali
Umberto Calcagno ha tenuto a precisare le azioni concrete intraprese dall’Assocalciatori sul piano giudiziario e politico per tutelare la salute degli atleti:
“In realtà noi denunciamo da anni questo affollamento dei calendari e il rischio di infortuni soprattutto per i top player. La verità è che AIC e Lega Serie A possono fare poco, se non allearsi nella causa contro la FIFA, come abbiamo già fatto. Più di quello che possiamo fare? Abbiamo avuto il coraggio di muoverci in tempi non sospetti, fin dal giugno 2024, insieme alla FIFPro e agli altri grandi sindacati internazionali.
Oggi abbiamo un protocollo d’intesa che ci lascia ben sperare, nel quale la FIFA si è formalmente impegnata a non apportare nuove modifiche al calendario internazionale senza una preventiva consultazione con la FIFPro. Quantomeno siamo riusciti a bloccare nuove fughe in avanti. Dire che l’AIC non faccia tutto il possibile è ingiusto, anche perché la saturazione delle date ha risvolti economici deleteri per lo stesso campionato italiano”.
Calcagno-Sarri, il botta e risposta
Nel corso dell’intervista, il presidente dell’AIC ha analizzato anche l’impatto della recente “sosta XL” per le rappresentative nazionali, sottolineando come la continuità d’impiego per i calciatori d’élite rimanga il vero fattore di rischio per la tenuta fisica:
“Il problema reale riguarda chi gioca contemporaneamente il campionato, le coppe europee e i match della propria nazionale. Non è soltanto il numero totale di partite a incidere, ma quante se ne disputano di fila senza un’adeguata fase di scarico. La pausa per le nazionali non ha cambiato nulla per questi ragazzi, che hanno continuato a viaggiare e scendere in campo finendo per infortunarsi.
A tal proposito, spero vivamente che gli allenatori comprendano l’importanza del riposo ora che quest’anno è stata finalmente ripristinata la sosta natalizia. Sarà fondamentale concedere una settimana di riposo effettivo a questi ragazzi: il recupero psicofisico è persino più importante dell’allenamento e mi auguro che i tecnici se ne ricordino al momento opportuno”.