Pep Guardiola frena sull’ipotesi Italia. Per la panchina azzurra servono 20 milioni a stagione. La FIGC si ferma a 10 milioni, si valutano altri profilii.

Italia-Guardiola, il nodo economico frena il sogno della FIGC
L’ipotesi di vedere Pep Guardiola sulla panchina della Nazionale italiana per guidare la rifondazione del movimento azzurro rischia di sfumare di fronte alle cifre. Il piano complessivo, concepito dai vertici della FIGC guidati dal presidente Giovanni Malagò con il supporto di Paolo Maldini e Leonardo, puntava ad affidare al tecnico spagnolo la direzione completa del progetto, compreso il coordinamento dei settori giovanili.
A bloccare l’operazione è soprattutto la distanza tra la domanda dell’allenatore e le possibilità della Federazione. Per accettare un contratto quadriennale, Guardiola ha avanzato una richiesta da 20 milioni di euro netti a stagione, per un totale di 80 milioni di euro. La FIGC, pur disposta a uno sforzo economico senza precedenti per la panchina azzurra, può spingersi soltanto fino alla metà di tale somma.
I dubbi del tecnico e gli impegni imminenti della Nazionale
Oltre all’aspetto economico, sulla decisione del tecnico pesano forti perplessità di natura personale e logistica. Nonostante la proposta di Maldini e Leonardo di affiancargli uno staff strutturato che gli consenta di gestire gran parte del lavoro dalla propria residenza a Barcellona, Guardiola ritiene che la gestione della Nazionale richieda una presenza sul campo difficile da conciliare con la promessa fatta alla famiglia di prendersi un periodo di riposo.
Considerando la scadenza ravvicinata della Nations League a settembre, la dirigenza della FIGC si prepara al verdetto negativo e comincia a vagliare altre piste per la panchina, con i profili di Roberto Mancini, Andrea Pirlo e Antonio Conte che restano tra le opzioni più discusse dai vertici federal