Nella prima gara degli ottavi di finale di Champions League, il Tottenham ha subito una pesante battuta d’arresto in casa dell’Atletico Madrid, perdendo 5‑2 al Metropolitano in una serata da dimenticare per i londinesi. La partita è stata segnata da un episodio clamoroso che ha catturato l’attenzione più di ogni altro dettaglio tecnico: il portiere Antonin Kinsky è stato sostituito dopo appena 17 minuti di gioco a causa di una prestazione molto negativa.
La scelta discutibile di Tudor
La scelta dell’allenatore Igor Tudor di schierare Kinsky al posto del titolare Guglielmo Vicario si è rivelata un clamoroso boomerang. Il giovane portiere, alla sua prima presenza assoluta in Champions League, ha commesso due errori gravi nei primi minuti: un rinvio impreciso che ha regalato palla agli avversari e un secondo sbaglio che ha portato direttamente al gol di Julián Álvarez, contribuendo al 3‑0 iniziale dell’Atletico.
Kinsky esce al 17′ ed entra Vicario
Di fronte a un disastroso avvio di gara, Tudor ha deciso di tornare sui suoi passi molto rapidamente, togliendo Kinsky e facendo entrare Vicario già al 17’. Il giovane portiere ceco, visibilmente amareggiato, ha lasciato il campo con pochi applausi, mentre i tifosi spagnoli hanno salutato il suo ritiro con un applauso alla fine della performance.
Dopo la sostituzione, la partita ha proseguito su binari difficili per gli Spurs, con l’Atletico che ha continuato a dominare e a sfruttare ogni occasione, segnando altri gol e costruendo un vantaggio che pochi avrebbero previsto dopo il sorteggio. Il Tottenham ha provato timidi segnali di reazione con Pedro Porro e Dominic Solanke, ma il distacco era ormai troppo ampio.
La serata del Metropolitano si trasforma così in una pagina nera per Kinsky, la cui esperienza europea potrebbe risentire della pressione di questo debutto traumatico. Per il Tottenham, invece, resta la difficile eredità di una sconfitta pesante che rende ancora più complicata la rincorsa in Champions e nelle competizioni domestiche.