Antonio Conte si racconta a The Athletic. Dall’acquisto di Kanté al Chelsea all’amarezza per la mentalità del Tottenham con Levy.
In una lunga e dettagliata intervista concessa ai microfoni di The Athletic nell’ottobre 2026, Antonio Conte è tornato a ripercorrere con la consueta schiettezza le tappe fondamentali della sua carriera in Premier League. Attualmente alla guida del Napoli, l’allenatore salentino ha regalato gustosi retroscena di mercato e di spogliatoio legati alle sue gestioni sulle panchine di Chelsea e Tottenham, soffermandosi in particolare sulle perplessità iniziali della dirigenza dei Blues al momento dell’ingaggio di N’Golo Kanté e sul profondo rammarico per la mentalità trovata nell’ambiente degli Spurs.

Conte, l’aneddoto su Kanté e il trionfo al Chelsea
Rievocando la straordinaria vittoria della Premier League ottenuta al suo primo anno a Londra nell’annata 2016/2017, Conte ha sottolineato come la squadra fosse partita senza i favori del pronostico in un campionato dominato dall’attenzione mediatica verso colleghi del calibro di Pep Guardiola, José Mourinho e Jürgen Klopp. Il tecnico ha svelato il curioso dietro le quinte relativo al colpo d’attacco sul mercato di allora: la società gli chiese per ben dieci volte se fosse davvero sicuro di puntare su N’Golo Kanté. Il centrocampista francese, distante dagli canoni estetici e fisici tradizionali del club londinese, si rivelò poi il fattore determinante per la conquista del titolo grazie alle sue eccezionali qualità dinamiche e tattiche.
La parentesi al Tottenham, i messaggi con Levy e la stoccata sulla cultura del club
Spostando l’attenzione sull’esperienza al Tottenham, accettata anche per la presenza del dirigente Fabio Paratici, Conte ha ricordato la grande impresa di aver guidato gli Spurs dal nono fino al quarto posto finale, conquistando la qualificazione in Champions League a scapito dei rivali dell’Arsenal. Tuttavia, la parentesi si chiuse tra le incomprensioni, evidenziate da uno scambio di messaggi con il presidente Daniel Levy dopo una sconfitta pesante. L’allenatore ha espresso profonda irritazione per l’assefuazione generale alla mancanza di trofei che circonda l’ambiente del Tottenham, sottolineando come la reputazione di perenni perdenti sia diventata persino un oggetto di scherno collettivo nell’intero panorama calcistico inglese.