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Handanovic avverte Conte: “Dopo due anni può saltare tutto”

Handanovic avverte Conte: “Dopo due anni può saltare tutto”

Samir Handanovic racconta il metodo di Antonio Conte e spiega perché, dopo uno o due anni, il rapporto tra tecnico e squadra può rischiare di rompersi.

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ANTONIO CONTE DA INDICAZIONI A LANG E OLIVEIRA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Il metodo di Antonio Conte

Samir Handanovic ha raccontato alcuni aspetti del lavoro svolto con Antonio Conte durante la sua esperienza sulla panchina dell’Inter. L’ex portiere nerazzurro ha descritto un allenatore estremamente esigente, dentro e fuori dal campo.

Secondo Handanovic, Conte dedica praticamente ogni momento della propria giornata al calcio. Gli allenamenti vengono preparati nei minimi dettagli, con schemi e compiti precisi che ogni giocatore deve conoscere e rispettare.

L’intensità richiesta dal tecnico può però diventare difficile da sostenere nel lungo periodo. Proprio per questo Handanovic ritiene che il metodo di Conte possa funzionare alla perfezione inizialmente, mentre con il passare del tempo aumenta il rischio di una rottura.

Handanovic e il paragone con Inzaghi

L’ex capitano dell’Inter ha poi messo a confronto il lavoro di Conte con quello di Simone Inzaghi. I due allenatori hanno caratteristiche molto diverse nella gestione del gruppo e nell’approccio tattico.

Handanovic riconosce a Conte la capacità di ottenere il massimo dai propri calciatori. I giocatori, secondo il suo racconto, sono disposti a dare tutto per il tecnico perché vengono coinvolti completamente nel suo progetto.

Diverso il discorso per Inzaghi, che avrebbe lasciato maggiore libertà ai giocatori più talentuosi. Secondo Handanovic, questa gestione ha contribuito a rendere il gioco dell’Inter più piacevole e meno vincolato dagli schemi.

Il rischio dopo due stagioni

Il punto più interessante delle dichiarazioni riguarda proprio la durata del rapporto tra Conte e una squadra. Handanovic ritiene che il tecnico possa essere particolarmente efficace nel primo anno e ancora nel secondo, ma poi la situazione può cambiare.

L’elevatissima intensità del lavoro rischia infatti di creare tensioni all’interno dello spogliatoio. Quando il rapporto si deteriora, secondo l’ex portiere, la conseguenza può essere la separazione tra l’allenatore e il club.

Le parole di Samir riaccendono così il dibattito sulle metodologie di Conte. Il tecnico resta uno degli allenatori più capaci nel trasmettere mentalità e disciplina, ma la gestione delle energie e del rapporto con il gruppo può diventare decisiva nel lungo periodo.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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