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Nazionale di Baldini: rivoluzione tattica e giovani protagonisti per la nuova Italia

Nazionale di Baldini: rivoluzione tattica e giovani protagonisti per la nuova Italia

La prima Italia guidata da Silvio Baldini si presenta come una Nazionale profondamente rinnovata, sia nell’idea di gioco che nella scelta dei protagonisti.

Il commissario tecnico ad interim, chiamato per le amichevoli contro Lussemburgo e Grecia, ha deciso di imprimere subito un cambio netto rispetto alle gestioni precedenti, puntando su un gruppo giovane e su un’identità tattica più propositiva e moderna.

Dal punto di vista del sistema di gioco, la principale novità è il passaggio a una difesa a quattro, con una struttura che tende al 4-3-3. L’idea è quella di abbandonare moduli più prudenziali per favorire un calcio più dinamico, basato su ampiezza, pressione alta e rapidità nelle transizioni. In questo contesto, gli esterni offensivi diventano fondamentali per dare profondità alla manovra, mentre il centrocampo è chiamato a garantire equilibrio senza rinunciare alla qualità in fase di costruzione.

Le convocazioni confermano chiaramente la filosofia del nuovo corso: spazio quasi totale ai giovani, molti dei quali alla prima esperienza in Nazionale maggiore. Tra i nomi più attesi figurano talenti provenienti sia dalla Serie A sia da campionati esteri, segnale di una selezione orientata più al potenziale che all’esperienza.

Tra le possibili scelte di formazione emergono alcuni punti fermi. In porta dovrebbe esserci Gianluigi Donnarumma, mentre in difesa si candidano profili giovani e dinamici come Palestra, Comuzzo e altri prospetti in crescita. In attacco, invece, l’idea è quella di affidarsi a un centravanti giovane supportato da esterni rapidi e imprevedibili, con l’obiettivo di creare una squadra aggressiva e verticale.

Non mancano però le incognite. Trattandosi di una selezione sperimentale, molti equilibri dovranno essere costruiti in poco tempo, e le amichevoli serviranno soprattutto per valutare la tenuta del nuovo sistema. Baldini avrà quindi il compito di testare soluzioni diverse, anche a gara in corso, per individuare le certezze su cui costruire il futuro.

La sensazione generale è quella di una Nazionale in piena fase di transizione: meno certezze immediate, ma maggiore apertura verso un progetto che punta a ringiovanire profondamente l’organico e a ridefinire l’identità tattica dell’Italia.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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