Maurizio Sarri esplode nel post partita della finale di Coppa Italia persa contro l’Inter e punta il dito contro la Lega Serie A per la gestione del calendario relativo al prossimo derby tra Lazio e Roma.
L’allenatore biancoceleste non usa toni morbidi e lancia dichiarazioni molto forti riguardo all’ipotesi di disputare la sfida cittadina domenica alle 12.30.
“Se il derby con la Roma si gioca lunedì alle 20.45 ci sarò, se invece sarà programmato per le 12.30 di domenica io non mi presento. E credo che anche il presidente Lotito non dovrebbe far scendere in campo la squadra, tanto a questo punto non cambia nulla a noi. Al massimo prendiamo un punto di penalizzazione o qualcosa del genere”.
Parole durissime, pronunciate ai microfoni di Mediaset, che testimoniano tutta la tensione vissuta dall’ambiente laziale in queste ore. La questione nasce dal ricorso presentato dalla Lega Serie A contro l’ordinanza del Prefetto di Roma riguardante data e orario del derby, situazione che ha generato forte confusione attorno a una partita decisiva per la corsa europea.
Sarri ha poi rincarato ulteriormente la dose, criticando apertamente l’organizzazione del campionato e sottolineando il peso economico della qualificazione alla Champions League.
“Il casino viene da una serie di errori fatti dalla Lega. Il Prefetto è stato chiaro, speriamo che sia quella la data. Se fossi il presidente, non presenterei neanche la squadra. Ci sono cinque squadre che si giocano la Champions, che vale 80 milioni, e si gioca alle 12.30? Questo non è calcio”.
Il tecnico biancoceleste ha infine analizzato la finale persa contro l’Inter, spiegando la strategia preparata per affrontare i nerazzurri e gli episodi che hanno indirizzato il match.
“Avevamo preparato la partita abbassando il livello della pressione del primo tempo perché nella ripresa perdono qualcosa di aggressività. Primo tempo molto ordinato, ma abbiamo fatto tutto da soli: a partita è diventata difficile, un paio di palle gol per riaprirla ma non ci siamo riusciti. La partita poteva prendere una piega diversa, pur sapendo che tecnicamente loro sono più forti”.
Sarri ha poi respinto l’idea di una Lazio troppo rinunciataria dopo il vantaggio dell’Inter.
“Noi remissivi dopo il primo gol? La squadra non è stata remissiva, abbiamo scelto di non prenderli alti. Se subisci una palla su corner e consegni una palla all’avversario, quello ha poco di tattico. Secondo tempo più a viso aperto”.
Le dichiarazioni dell’allenatore laziale sono destinate a far discutere nelle prossime ore, sia per i toni utilizzati contro la Lega sia per la presa di posizione netta sulla programmazione del derby della Capitale.